listen to the Sun

«Sì, è quello che sembra. Ho provato a togliermi la vita due anni fa. Ho fatto le cose per bene. Nessuno stupido taglio orizzontale sui polsi, ma una unica ferita lungo l’avambraccio. Mi salvò mio fratellino, che rientrò prima da calcio. Poi ci furono le sedute con lo psichiatra, il consultorio e il gruppo. Forse la parte più difficile fu il rientro a scuola. Ho dovuto risolvere molti problemi, soprattutto con me stessa. Fare pace con la mia vita, perdonarmi… ma sono ancora qui. Ultimamente ho preso a fare una cosa sciocca. Distendo le braccia al Sole e immagino di assimilare la vita proprio da quelle cicatrici… e sorrido tutte le volte.»

(Federica, 19 anni, tentativo di suicidio)

 

listen to the Sun”, 2015 © Daniele Deriu – “Scars of life”, series.

 

Nota a margine: La serie “Scars of life”, accantonata e ripresa più volte, è partita agli inizi del 2012 e già dai primi giorni di ricerca mi resi conto di un fatto: per qualche ragione, le cicatrici auto-inferte non catalizzavano molta “simpatia” (intesa etimologicamente come “co-sofferenza”).

Se la cicatrice ti arriva per un tumore o un incidente, allora le persone si “protendono” verso di te, ti “riconoscono” e ti accolgono con calore… ma se sei stata una autolesionista o hai tentato di toglierti la vita, in qualche modo, non benefici dello stesso calore.

Ma nell’idea originaria della serie, l’intento è quello di raccontare storie di combattenti, di sopravvissute… e le cicatrici rappresentano le “ustioni” che si sono procurate attraversando il loro inferno personale. Ecco, per me non esiste un inferno “buono” o un inferno “cattivo”. Ci tenevo a dirlo.

(…)

Scars of life“: Ho sempre mostrato i “segni di una lotta” nei miei lavori… alcune volte appena percepiti, altre volte assai più evidenti, come in questo caso. Le cicatrici servono a ricordarci che siamo dei sopravvissuti. Sono le memorie delle nostre battaglie, le ustioni dei nostri personali inferni. Alcune delle sopravvissute hanno accettato di mostrarle, di lasciare una testimonianza. “Ecco guardate”, dicono, dall’inferno si può tornare. Lottare non è vano.

Daniele Deriu

Qui le altre della serie: “SCARS OF LIFE”

 

 

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