day is done

«E’ strano come funziona la memoria. Ricordo dei forti dolori alla gamba e poi c’è come un salto temporale, sapete, sottolineato da una piccola dissolvenza da film… e mi ritrovo distesa, con la bocca impastata dall’anestesia mentre chiedo a chiunque: “ce l’ho ancora?”. La mia gamba c’era ancora, ma avevano dovuto asportarmi l’anca inserendo al suo posto una protesi. Avevo 29 anni e un osteosarcoma. Il fatto di avere una gamba più alta dell’altra comporta una rivoluzione nella quotidianità. Sedersi per terra, usare i bagni pubblici… tutte cose piuttosto complicate, adesso. Ma la memoria è strana. Dopo l’inferno del busto, degli anni in riabilitazione, le lotte e le maledizioni per poggiare semplicemente il culo in una sedia… c’è una piccola dissolvenza, come quelle dei film, e mi ritrovo sdraiata in un parco, sotto il Sole, viva, di splendido umore, mentre sorrido al pensiero di non avere la più pallida idea di come farò a rimettermi in piedi.»

(Madeleine, osteosarcoma)

day is done”, 2012-15 © Daniele Deriu – “Scars of life”, series.

 

(…)

Scars of life“: Ho sempre mostrato i “segni di una lotta” nei miei lavori… alcune volte appena percepiti, altre volte assai più evidenti, come in questo caso. Le cicatrici servono a ricordarci che siamo dei sopravvissuti. Sono le memorie delle nostre battaglie, le ustioni dei nostri personali inferni. Alcune delle sopravvissute hanno accettato di mostrarle, di lasciare una testimonianza. “Ecco guardate”, dicono, dall’inferno si può tornare. Lottare non è vano.

Daniele Deriu

Qui le altre della serie: “SCARS OF LIFE”

 

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