{"id":846,"date":"2013-03-31T00:01:39","date_gmt":"2013-03-30T23:01:39","guid":{"rendered":"http:\/\/www.illogico.it\/?p=846"},"modified":"2013-03-30T23:31:35","modified_gmt":"2013-03-30T22:31:35","slug":"perche-vegli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.illogico.it\/?p=846","title":{"rendered":"Perch\u00e8 vegli?"},"content":{"rendered":"<p>\u00abImmerso nella notte. Cos\u00ec come talvolta si china la testa per meditare, essere cos\u00ec immersi completamente nella notte. Tutt&#8217;intorno gli uomini dormono. Una piccola commedia, un&#8217;incolpevole illusione che dormano nelle case, in solidi letti, sotto un solido tetto, stesi o rannicchiati su materassi, fra le lenzuola, sotto le coperte, in realt\u00e0 si sono trovati come allora e come pi\u00f9 tardi in una regione desolata, un campo all&#8217;aperto, un numero sterminato di uomini, un esercito, un popolo, sotto un cielo freddo sopra la terra fredda, buttati l\u00e0 dove prima erano in piedi, la fronte sul braccio piegato, la faccia contro il terreno, respirando calmi. E tu sei sveglio, sei uno dei guardiani, trovi il pi\u00f9 vicino rivoltando il legno ardente nel mucchio di stipe accanto a te. <strong>Perch\u00e9 vegli? Uno deve vegliare, si dice. Uno deve esserci<\/strong>. \u00bb<\/p>\n<p>(Franz Kafka, \u201cDi notte\u201d)<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Questo \u00e8 uno dei miei rarissimi self. E\u2019 pessimo e goffo come tutti gli altri, ma questa \u00e8 sempre stata una giornata particolare, per me, assai ricca di \u201cmateria oscura\u201d\u2026 e andava sottolineata con qualcosa di personale, di intimo. Una giornata di cattive memorie e di sensazioni molto cupe che mi fanno sentire ancora \u201cguardiano\u201d, nonostante non ci sia pi\u00f9 nulla a cui fare la guardia\u2026 come grattarsi un arto amputato che non esiste pi\u00f9. Sembra stupido, eppure ha perfettamente senso appena il prurito scompare.<\/p>\n<p>Le parole di questo piccolo racconto, salvate in modo rocambolesco da Max Brod, amico di Kafka, che le port\u00f2 con s\u00e9 in Israele fuggendo davanti all\u2019invasione tedesca di Praga\u2026 le ho sentite mie gi\u00e0 dalla prima e intensa lettura. Soprattutto le ultime. Le portavo sempre con me gi\u00e0 da quand\u2019ero ragazzino. Appese ad una parete, scritte in un diario o in un segnalibro, in una mail, in un biglietto dentro il portafoglio. Il mio primo cellulare, che pesava pi\u00f9 del portatile su cui scrivo ora, poneva una sola domanda con i suoi inquietanti cristalli liquidi verdi, quando veniva acceso: Perch\u00e9 vegli? La risposta giungeva dalla mia mente rapida come lo schioccare delle dita. Uno deve vegliare, si dice. Uno deve esserci. Spesso era una motivazione sufficiente per mettere ancora un passo davanti all\u2019altro. Cos\u00ec sono andate le cose e cos\u00ec vanno ancora oggi.<\/p>\n<p>Dedicata a me e a quanti hanno vegliato e vegliano perch\u00e9, si sa, uno deve esserci.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Daniele Deriu<\/strong><\/p>\n<p>Cagliari, 31 marzo 2012-13<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nota:<\/strong> il &#8220;self&#8221; e questo scritto sono dell&#8217;anno scorso (postati su <a href=\"http:\/\/www.flickr.com\/photos\/jumperset\/6884418686\/in\/set-72157627672878279\" target=\"_blank\"><strong>Flickr<\/strong><\/a>). Non \u00e8 pigrizia riportarli senza modifiche&#8230; il fatto \u00e8 che &#8220;cos\u00ec sono andate le cose e cos\u00ec vanno ancora oggi.&#8221;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00abImmerso nella notte. Cos\u00ec come talvolta si china la testa per meditare, essere cos\u00ec immersi completamente nella notte. Tutt&#8217;intorno gli uomini dormono. 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